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I requisiti per il permesso di soggiorno per residenza elettiva

I requisiti per il permesso di soggiorno per residenza elettiva

2 Agosto 2017

Il permesso di soggiorno per residenza elettiva viene rilasciato in quattro distinte ipotesi:

Al cittadino straniero titolare di un visto di ingresso per residenza elettiva

Il visto per residenza elettiva consente l’ingresso in Italia allo straniero che intenda stabilirsi nel nostro Paese e che dimostri di possedere risorse sufficienti a mantenersi autonomamente senza esercitare alcuna attività lavorativa. Il richiedente deve anche dimostrare:

  • la disponibilità di un’abitazione da eleggere a residenza;
  • risorse economiche (pensioni, vitalizi, proprietà immobiliari, stabili attività economico-commerciali o da altre fonti diverse dal lavoro subordinato).

Una volta che lo straniero ha fatto regolare ingresso in Italia, dovrà, entro 8 giorni, presentare apposita richiesta di permesso di soggiorno.

Al cittadino straniero titolare di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, autonomo o per motivi familiari, a titolo di conversione del permesso di soggiorno

Il permesso di soggiorno per residenza elettiva può essere rilasciato, in fase di conversione, al cittadino straniero già titolare di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, lavoro autonomo, motivi familiari, quando il richiedente cessa la propria attività lavorativa e diventa titolare di una pensione (di vecchiaia, invalidità, sociale..) o di vitalizi o rendite. Esempio: Queste rendite possono provenire anche da una vincita d’una lotteria o un altro premio che garantisce la stabilità economica del cittadino straniero in Italia. Lo straniero deve dimostrare di essere in grado di mantenersi autonomamente in Italia senza svolgere alcuna attività lavorativa, in quanto in possesso di adeguate capacità finanziarie.

 Il permesso di soggiorno per residenza elettiva può essere rilasciato anche: 

  • al coniuge convivente,
  • ai figli minori,  
  • ai figli maggiorenni conviventi e a carico ed ai genitori conviventi a carico.

 Il permesso di soggiorno per residenza elettiva viene inoltre rilasciato, al cittadino straniero in qualità di familiare di cittadino comunitario, quando non possa rientrare nella definizione di familiare, in particolare i conviventi di cittadini comunitari. Il rapporto di convivenza stabile o di parentela va dimostrato tramite documentazione idonea rilasciata dallo Stato in cui il cittadino UE dimorava prima del trasferimento in Italia.

Al cittadino straniero dipendente del Vaticano

I dipendenti stranieri, religiosi o laici, che svolgono attività lavorativa presso enti e organizzazioni del Vaticano ma dislocati in territorio italiano ottengono un permesso di soggiorno per residenza elettiva perché la fonte di reddito da lavoro non viene percepita né dichiarata in Italia. Questo può avvenire anche tramite conversione d’un permesso di soggiorno rilasciato in Italia prima d’iniziare a lavorare in Vaticano. 

Come si presenta la domanda d’un permesso di soggiorno per residenza elettiva

La domanda di rilascio del permesso di soggiorno per residenza elettiva è presentata presso gli uffici postali abilitati su moduli appositi, allegando i seguenti documenti:

  • fotocopia di tutte le pagine del passaporto o di altro documento equipollente;

  • fotocopia della documentazione attestante la disponibilità di un’abitazione in Italia (visura catastale o atto di compra-vendita dell’immobile, contratto di locazione, certificato di ospitalità ecc…);

  • fotocopia della documentazione attestante la disponibilità di adeguate risorse economiche provenienti da rendite (pensioni, vitalizi, dal possesso di proprietà immobiliari o da altre fonti di reddito, diverse dal lavoro subordinato);

  • ricevuta del bollettino postale prepagato 30,46 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico più la tassa prevista in base alla durata del permesso (in questo caso 40 euro).

La durata del permesso di soggiorno per residenza elettiva è di 1 anno, rinnovabile in Italia presso la Questura territorialmente competente a condizione che si mantengano i requisiti originali.

Il permesso di soggiorno non può essere rinnovato o prorogato quando risulta che lo straniero ha interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre sei mesi, salvo che detta interruzione sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari o da altri gravi e comprovati motivi. Dopo 5 anni è possibile richiedere la Carta di soggiorno, cioè il permesso di soggiorno UE per soggiornante di lungo periodoDopo 10 anni è possibile chiedere la cittadinanza per residenza.

Facoltà riconosciute a chi è titolare di questo tipo di permesso

Oltre alla facoltà di soggiornare su tutto il territorio nazionale e di farvi rientro per il periodo corrispondente alla durata del permesso di soggiorno, i titolari del permesso di soggiorno per motivo di residenza elettiva possono iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale per la copertura assicurativa delle spese sanitarie.

Si configura un’iscrizione volontaria al S.S.N (Servizio Sanitario Nazionale). Essa è finalizzata ad assolvere all’obbligo di assicurare sé e i familiari contro il rischio di malattie, infortunio e maternità nel territorio nazionale. Essa è posta in alternativa all’assicurazione presso altri istituti italiani o esteri.  Per l’iscrizione volontaria al S.S.N., valida anche per i familiari a carico, deve essere corrisposto un contributo annuale, determinato con decreto del Ministero della Sanità, a titolo di partecipazione alle spese, di importo percentuale pari a quello previsto per i cittadini italiani, sul reddito complessivo conseguito nell’anno precedente in Italia e all’estero.

CASI DI REVOCA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO PER RESIDENZA ELETTIVA

La revoca può avere luogo qualora vengano a mancare i requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno, con riferimento ai requisiti generali per l’ingresso e il soggiorno nel T.N., e in particolare al possesso di un’abitazione da eleggere a residenza e di adeguate risorse economiche autonome, ai sensi dell’articolo 5 c. 6 del Testo Unico per l’immigrazione. Ovvero in caso di revoca o annullamento o cessazione della percezione in Italia della pensione.

Mezzi di tutela del richiedente del permesso di soggiorno per residenza elettiva

La Questura competente per la provincia in cui dimora il richiedente deve rilasciare il permesso il permesso di soggiorno entro venti giorni (art.  5 c. 9 T.U.), ovvero rifiutarlo con atto scritto e motivato (articoli 2e 3 della legge 7 agosto 1990 n. 241). Il provvedimento della Questura è impugnabile al Tribunale Amministrativo Regionale con ricorso da notificare entro sessanta giorni (art. 21 della legge 6 dicembre 1974 n. 1034), ovvero al Prefetto con ricorso amministrativo gerarchico ai sensi del d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199.

 

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