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Inaugurato il Festival sullo Sviluppo Sostenibile

Inaugurato il Festival sullo Sviluppo Sostenibile

31 Maggio 2017

Con il tema Italia 2030: che nessuno resti indietro è partito a Napoli il Festival dello Sviluppo Sostenibile che punta a promuovere l'adozione degli obiettivi dell'Agenda Onu 2030 con oltre 200 eventi in tutta Italia organizzati dagli oltre 160 aderenti all'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e da numerose università.

Per l'evento iniziale di Napoli è stato scelto il tema Ridurre l'ineguaglianza all'interno e fra le Nazioni, il decimo dei 17 goal fissati dall'Agenda Onu, sottoscritta anche dall'Italia, per contribuire a mettere in atto un cambiamento che - da qui ai prossimi 13 anni - dovrebbe portare tutti i Paesi del mondo a cambiare politiche, stili di vita e strategie delle imprese.

L'obiettivo è un cambio di paradigma, basato sul ripensamento dei sistemi sociali ed economici per conseguire uno sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista, non solo quello ambientale. A cominciare dal superamento delle tante disuguaglianze che oggi caratterizzano quasi tutti i Paesi, compresa l'Italia. "L'obiettivo del 'Nessuno resti indietro' - ha detto a Napoli il ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti - si può realizzare costruendo le condizioni di politica economica che non sono solo grandi discorsi su finanza pubblica, ma cose specifiche che possano saldare il doppio registro tra chi ce l'ha fatta con grande sacrificio e chi rischia di restare indietro".

All'appuntamento di Napoli hanno partecipato, tra gli altri, anche il ministro per le politiche agricole Maurizio Martina, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. "Bisogna tenere alta - ha sottolineato Franceschini - l'attenzione su questo tema se l'Italia vuole giocare un ruolo non solo di attuazione degli obiettivi 2030 ma anche di leadership. Ci vorrebbe però qualcosa che vada oltre i singoli ministeri, che possa decidere le priorità partendo dai temi su cui siamo in ritardo e quelle in cui siamo avanti".

 

(Fonte: www.ansamed.info)

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